Cosa visitare (to visit)

La posizione centrale dell’azienda permette di raggiungere facilmente i maggiori centri artistico-culturali limitrofi come il castello di Lombardia di origine Normanna, la torre di Federico II di Svevia, il Duomo di Enna, i mosaici della Villa Romana del Casale, la zona archeologica di Morgantina, il castello di Sperlinga interamente scavato nella roccia, la città di Caltagirone con le sue famosissime ceramiche d’autore… e tante altre  piccole località e paesini adiacenti meno conosciuti, ma che nascondono sempre qualche gioiello artistico.

Due to its central position  you can easily reach famous nearby  historical and artistic locations such as the Castle of Lombardy, a Norman fortress, the Tower of Fredrick II of Swabia,   the Cathedral in Enna, admire the artistic mosaics of the ‘Villa del Casale’ in Piazza Armerina, stroll among the ruins of the archaeological site of Morgantina near Aidone, see the castle of Sperlinga which is  a fortress totally  dug out of the rock,  visit the town of Caltagirone,  famous world over for its ceramics and  seek many more  other places  where artistic jewels are hidden only  for you to discover……

La Settimana Santa ad Enna

Uno dei momenti più suggestivi per visitare Enna è, senza dubbio la Settimana Santa, i cui riti risalgono al periodo della dominazione spagnola (XV-XVII sec.), quando le Confraternite, che già esistevano come corporazioni di arti e mestieri, vennero autorizzate a costituirsi liberamente come organizzazioni religiose per promuovere il culto, ricevendo dai sovrani norme precise e privilegi. Esse partecipavano alla vita della città con ruoli ben definiti: alcune si occupavano del sostentamento dei poveri, altre dell’assistenza agli ammalati ed altre ancora dei condannati a morte. Nel 1740 ad Enna esistevano 34 fra Confraternite, Compagnie e Collegi; oggi ne sopravvivono solo 15, che regolamentati da Statuti, oltre ad animare la Settimana Santa, provvedono a solennizzare attivamente gli eventi religiosi più significativi della città.I confrati odierni non sono più i minatori e gli agricoltori di una volta, bensì professionisti, studenti e impiegati; unica preclusione rimasta è il sesso: infatti sono ammessi solo gli uomini. Dalla Domenica delle Palme e fino alla tarda mattinata del Mercoledì Santo, le 15 confraternite, ciascuna nel giorno e nell’ora stabilita, partendo in processione dalla chiesa di appartenenza, si recano al Duomo per l’ adorazione solenne della Eucaristia, rito questo che gli ennesi chiamano l’ura. Il momento culminante delle celebrazioni pasquali si ha nella giornata del Venerdì Santo, quando, nel primo pomeriggio, tutte le Confraternite giungono al Duomo e lì incominciano a comporsi per la solenne processione. Sono oltre duemila i confrati incappucciati che, in rigoroso ordine prestabilito ed in assoluto silenzio e mestizia, precedono le Vare del Cristo morto e dell’Addolorata, dando così inizio al lungo corteo funebre che percorrerà quasi tutta la città. Ad aprire la sfilata, tra due ali di folla, è la Compagnia della Passione, i cui confrati, portano su dei vassoi i 25 simboli del martirio di Cristo, detti I Misteri: la croce, la borsa con i trenta denari, la corona, la lanterna, il gallo, i chiodi e gli arnesi per la flagellazione. Seguono la altre Confraternite e, con la massima compostezza, la processione lentamente si snoda per le vie cittadine fino a raggiungere la chiesa del cimitero, ex Convento dei Cappuccini, dove viene impartita, ai fedeli, la benedizione con la croce reliquario contenente una spina della corona di Cristo. La processione, quindi, ritorna verso il Duomo.

I riti della Settimana Santa, proseguono la Domenica di Pasqua con la cerimonia detta “a Paci”, quando, tra due ali di folla, e un festoso suono di campane, nella piazza adiacente al Duomo, le statue del Cristo risorto e della Madonna si incontrano e trionfalmente vengono portate all’interno della chiesa, dove rimangono esposte alla venerazione dei fedeli per una settimana. La domenica successiva alla Pasqua, detta domenica in Albis, la Confraternita Colleggio del SS. Salvatore ed il Colleggio di S. Giuseppe, con il vicario foraneo della città ed i fedeli, si recano in processione nei pressi del Castello di Lombardia, dove, dalla sommità della Rocca di Cerere, viene impartita la solenne benedizione dei campi. Si fa ritorno, quindi, verso il Duomo, sostando prima in Piazza Mazzini, dove si da vita alla tradizionale ed ultima cerimonia, detta “la Spartenza”, in cui la Confraternita Colleggio del SS. Salvatore ed il Colleggio di San Giuseppe ritornano in possesso dei rispettivi fercoli (del Figlio risorto e della Madre) e li riconducono nelle chiese di appartenenza, a simboleggiare il necessario distacco per la conclusione terrena della missione di Cristo che ritorna al Padre.

L’autodromo di Pergusa

Circuito automobilistico e motoristico che cinge le rive del Lago Pergusa, a Enna, che fu voluto dall’amministrazione comunale negli anni ’50. Dopo mezzo secolo di attività, periodo durante il quale vi corsero campione come Shumacher e vi disputarono la Formula 1, la Formula 2 e la Formula 3000 tra le altre, dal 2004 è in attesa di regolare omologazione, i cui ritardi sono dovuti all’adempimento di procedure burocratiche, e ospita attività collaterali come mostre d’auto d’epoca o manifestazioni sportive a livello regionale e locale. Da sempre l’autodromo è stato la location per i grandi concerti ad Enna: si ricordano, tra gli altri, i Pooh, gli 889, Gianna Nannini, Jovanottie molti altri artisti. Esso è l’unico impianto di questo genere esistente in Sicilia; l’anello del circuito ha una lunghezza di 4,950 km, ed è immerso nel paesaggio della Riserva Naturale Speciale Lago Pergusa, crocevia del traffico di uccelli migratori, tra cui rari esemplari. La pista è completata da 38 box di 80 mq ciascuno e di tribune con 4.000 posti. Attorno al circuito, utilizzabile per gare motoristiche durante primavera, estate ed inizio d’autunno per non recare disturbo alla ricchissima avifauna che popola il lago, vi è una strada di servizio che lo affianca, sulla quale si affaccia la foresta e l’area attrezzata detta Selva Pergusina ed il paesino di Pergusa, frazione di Enna. L’Autodromo è stato sede di competizioni regionali, nazionali ed internazionali, corse motoristiche ed automobilistiche ma dal 2004 queste ultime sono state sospese per la mancanza di regolari vie di fuga richieste dalle norme di sicurezza. In attesa del completamento della messa a norma, prevista per il 2007 vi si svolgono sfilate d’auto d’epoca e analoghe manifestazioni sportive. Tra le storiche competizioni tenutesi all’Autodromo di Pergusa, si annoverano il Gran Premio di Enna di Formula 1 (un solo appuntamento, il 27 agosto 1961) e in seguito di Formula 2, di Formula 3000 e di vetture Gran Turismo. Tra le manifestazioni degne di nota ha ospitato il Ferrari Day del 1997, che vide la partecipazione, fra gli altri campioni, di Michael Schumacher, grazie a cui oltre 100,000 spettatori si riversarono a Pergusa. A questo proposito, una dichiarazione rilasciata dieci anni dopo dal presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, evidenzia la volontà della scuderia più prestigiosa al mondo di tornare a Pergusa in un prossimo futuro. L’Autodromo è agevolmente accessibile: è possibile raggiungerlo dagli aeroporti internazionali di Palermo e di Catania e dai rispettivi porti, percorrendo l’Autostrada Palermo-Catania con svincolo di Enna; dal capoluogo ereo, Pergusa dista 5 km, tratto iniziale della Strada Interprovinciale Enna – Piazza Armerina – Gela.

Il Territorio del Lago di Pergusa

Il lago di Pergusa si trova in posizione centrale rispetto al territorio della provincia di Enna ed è circondato da una corona di monti, gli Erei, che sottendono un bacino imbrifero di 6.8 Km a 667-911 metri sul livello del mare.Esso è area di transito, svernamento e nidificazione di uccelli migratori di ricchissima varietà. Oggi è Riserva Naturale Speciale per un totale di 402,5 ettari e sin dal 1958 in esso sorge “l’Autodromo di Pergusa” che oltre al circuito, presenta i Box, gli uffici amministrativi e gestionali, la tribuna e la strada di servizio esterna, transitabile in automobile.

La Flora

Il lago è circondato da una fascia di vegetazione tipica delle lagune salmastre, che ospita specie caratterizzate da adattamento a condizioni di alta salinità tra cui l’atriplice (Atriplex latifolia), diverse specie di giunco (Juncus acutus e Juncus maritimus), la Suaeda maritima e la salicornia (Salicornia patula). All’esterno di questa fascia si estende un anello dominato dalla cannuccia di palude (Phragmites australis) che forma fittissimi agglomerati in associazione con la Tamarix canariensis, una piccola tamerice, e con la Calystegia sepium, una pianta erbacea rampicante che si aggroviglia sulle parti aeree delle canne. Le pendici dei Monti Erei, che racchiudono il lago, un tempo erano ricoperte da boschi; oggi sopravvive solo una piccola area di rimboschimento, gestita dall’Azienda Forestale, in cui, accanto alle conifere e agli eucalipti, si vanno riaffermando le querce, i lecci, le roverelle e la rara Quercus calliprinos.

La Fauna

La Riserva riveste un particolare interesse dal punto di vista ornitologico in quanto area nevralgica nei flussi migratori di molte specie di uccelli. Nel periodo invernale arrivano a svernare la folaga (Fulica atra), il moriglione (Aythya ferina), la rara moretta tabaccata (Aythya nyroca) e varie specie di Anatidi tra cui l’alzavola (Anas crecca), il mestolone (Anas clypeata) e il fischione (Anas penelope). In primavera si possono osservare l’airone cenerino (Ardea cinerea), la garzetta (Egretta garzetta) e la nitticora (Nycticorax nycticorax). Recentemente è stata segnalata anche la presenza dell’airone rosso (Ardea purpurea), la cui presenza in Sicilia costituisce un fatto del tutto eccezionale. Inoltre è stata segnalata anche la presenza, nell’aprile del 2006, del pollo sultano (Porphyrio porphyrio). Nelle zone fangose limitrofe alla riva si trovano spesso il chiurlo maggiore (Numenius arquata), il totano moro (Tringa erythropus ), la pettegola (Tringa totanus), la pavoncella (Vanellus vanellus) e il beccaccino (Gallinago gallinago). Le colline circostanti il lago sono luogo di nidificazione della coturnice sicula (Alectoris graeca whitakeri). Nello stesso ambiente collinare vive la poiana (Buteo buteo), il raro falco di palude (Circus aeruginosus) e vari rapaci notturni come la civetta (Athene noctua), l’assiolo (Otus scops) e il barbagianni (Tyto alba). Oltre agli uccelli la Riserva ospita anche mammiferi come l’istrice e la donnola, rettili come la tartaruga palustre, il gongilo, il ramarro e l’endemica Podarcis wagleriana, e anfibi come il Bufo viridis e il Discoglossus pictus.