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La Settimana Santa ad Enna
Uno dei
momenti più suggestivi per visitare Enna è, senza dubbio la Settimana Santa, i
cui riti risalgono al periodo della dominazione spagnola (XV-XVII sec.), quando
le Confraternite, che già esistevano come corporazioni di arti e mestieri,
vennero autorizzate a costituirsi liberamente come organizzazioni religiose per
promuovere il culto, ricevendo dai sovrani norme precise e privilegi. Esse
partecipavano alla vita della città con ruoli ben definiti: alcune si occupavano
del sostentamento dei poveri, altre dell'assistenza agli ammalati ed altre
ancora dei condannati a morte. Nel 1740 ad Enna esistevano 34 fra Confraternite,
Compagnie e Collegi; oggi ne sopravvivono solo 15, che regolamentati da Statuti,
oltre ad animare la Settimana Santa, provvedono a solennizzare attivamente gli
eventi religiosi più significativi della città.I confrati odierni non sono più i
minatori e gli agricoltori di una volta, bensì professionisti, studenti e
impiegati; unica preclusione rimasta è il sesso: infatti sono ammessi solo gli
uomini. Dalla Domenica delle Palme e fino alla tarda mattinata del Mercoledì
Santo, le 15 confraternite, ciascuna nel giorno e nell'ora stabilita, partendo
in processione dalla chiesa di appartenenza, si recano al Duomo per l'
adorazione solenne della Eucaristia, rito questo che gli ennesi chiamano l'ura.
Il momento culminante delle celebrazioni pasquali si ha nella giornata del
Venerdì Santo, quando, nel primo pomeriggio, tutte le Confraternite giungono al
Duomo e lì incominciano a comporsi per la solenne processione. Sono oltre
duemila i confrati incappucciati che, in rigoroso ordine prestabilito ed in
assoluto silenzio e mestizia, precedono le Vare del Cristo morto e
dell'Addolorata, dando così inizio al lungo corteo funebre che percorrerà quasi
tutta la città. Ad aprire la sfilata, tra due ali di folla, è la Compagnia della
Passione, i cui confrati, portano su dei vassoi i 25 simboli del martirio di
Cristo, detti I Misteri: la croce, la borsa con i trenta denari, la corona, la
lanterna, il gallo, i chiodi e gli arnesi per la flagellazione. Seguono la altre
Confraternite e, con la massima compostezza, la processione lentamente si snoda
per le vie cittadine fino a raggiungere la chiesa del cimitero, ex Convento dei
Cappuccini, dove viene impartita, ai fedeli, la benedizione con la croce
reliquario contenente una spina della corona di Cristo.
La processione, quindi, ritorna verso il Duomo.
I riti della Settimana Santa, proseguono la Domenica di Pasqua con la cerimonia
detta "a Paci", quando, tra due ali di folla, e un festoso suono di campane,
nella piazza adiacente al Duomo, le statue del Cristo risorto e della Madonna si
incontrano e trionfalmente vengono portate all'interno della chiesa, dove
rimangono esposte alla venerazione dei fedeli per una settimana.
La domenica successiva alla Pasqua, detta domenica in Albis, la Confraternita
Colleggio del SS. Salvatore ed il Colleggio di S. Giuseppe, con il vicario
foraneo della città ed i fedeli, si recano in processione nei pressi del
Castello di Lombardia, dove, dalla sommità della Rocca di Cerere, viene
impartita la solenne benedizione dei campi. Si fa ritorno, quindi, verso il
Duomo, sostando prima in Piazza Mazzini, dove si da vita alla tradizionale ed
ultima cerimonia, detta "la Spartenza", in cui la Confraternita Colleggio del
SS. Salvatore ed il Colleggio di San Giuseppe ritornano in possesso dei
rispettivi fercoli (del Figlio risorto e della Madre) e li riconducono nelle
chiese di appartenenza, a simboleggiare il necessario distacco per la
conclusione terrena della missione di Cristo che ritorna al Padre.
Intervento cofinanziato dal:P.I.C. Leader+ 2000/2006
Programma Regionale Leader+ Sicilia 2000/2006
Piano di Sviluppo Locale Leader + ROCCA DI CERERE
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